Classe 5^ D Turismo ITC “T. ACERBO”-Pescara

Questo lavoro è stato presentato al seminario nazionale di Storia Maggio dei curricoli del 18 maggio 2018 e si trova sul sito del CIDI. Fa parte del corso di ricerca ” Come fare laboratorio di Storia”.

I dimenticati della storia: gli Internati Militari Italiani.

La scelta di fare laboratorio di storia su questa tematica molto importante e poco presente sui manuali è avvenuta grazie al libro di Caterina Gammaldi Una vita. Tante storie. Dopo aver affrontato l’argomento in modo preliminare in classe, ho dato da leggere il testo e dopo un mese circa  ho eseguito un brainstorming sui passi più significativi. In particolare con gli alunni ci si è soffermati anche su alcune foto pre- internamento per capire l’epoca e ” ricette” scritte dagli stessi internati, provenienti da varie parti d’Italia,  che rappresentavano un “modo” nei campi di concentramento per sfamarsi idealmente. Dopo ampia riflessione, ho chiesto agli alunni di scegliere le tematiche su cui focalizzare la ricerca. Sono prevalse queste: la fame, il lavoro coatto, la Resistenza attuata dagli internati.

In un laboratorio della scuola fornito di pc, Lim e wifi, ho diviso la classe di venti alunni in cinque gruppi da quattro e si è iniziato a cercare diverso materiale: foto scattate di nascosto dagli stessi Internati per raccontare la vita nei lager, disegni ed eventuali testimonianze presenti su Youtube. Preziosa è stata la conferenza del 16 gennaio 2018 dalle ore 17.00 alle ore 19.00, presso la Sala Figlia di Iorio di Pescara, in occasione della presentazione del libro della professoressa Caterina Gammaldi “Una vita-Tante storie” sul tema “ La vicenda degli IMI: la guerra nega il concetto di democrazia”. L’ evento organizzato dal CIDI di Pescara ha visto l’intervento dello storico prof. Enzo Fimiani e la testimonianza del prof. Giovanni Boccabella, figlio dell’internato Vittorio. Presente un gruppo di alunni muniti di cellulari per filmare alcuni momenti salienti. Giovanni come la sorella Myriam, collega nel mio stesso Istituto, sono figli dell’IMI Vittorio Boccabella e, per loro gentile concessione, abbiamo ricevuto e visionato le foto del padre e del suo amico di sventura, Alberto Pepe e anche il diario di Pepe “Cara Rosina” ( oggi non più in circolazione). Durante il percorso abbiamo scoperto che il padre di un mio collega di Diritto, prof Luciano D’Amario, era stato anche lui un IMI, per cui gli alunni con grande entusiasmo lo hanno intervistato e il video è stato posto all’interno del prodotto multimediale finale ( PREZI). Un gruppo in particolare si è dedicato al lavoro  riassumendo i punti più significativi della ricerca: le videotestimonianze in presenza ( Gammaldi, Boccabella e D’Amario) sono piaciute di più perchè ritenute dense di significato storico e trasmesse con pathos; alcune vicende, per motivi di eccessiva durata dell’intervista che il prodotto multimediale non poteva supportare, sono state trascritte dagli alunni e conservate. Tengo a precisare che solo il libro della Gammaldi è stato letto interamente, mentre per gli altri due testi sono state considerate solo le pagine sugli argomenti ( sopracitati) scelti dagli alunni.

Le fonti.

Libri: Una vita. Tante storie di C. Gammaldi, Natan Edizioni, 2014

Diario Cara Rosina di A. Pepe, edito da Istituto Abruzzese per la Storia d’Italia dal fascismo alla resistenza

Gli eroi di Unterluss di A. Parodi e C. Baracchi, ediz. Mursia, 2016.

Foto e disegni: Fondo Vialli Museo della Resistenza di Bologna

http://www.museodellaresistenzadibologna.it/tour-virtuale/collezioni/fondo-vialli

Foto Vittorio Boccabella e Alberto Pepe per gentile concessione dei familiari di Boccabella.

Risultati del laboratorio: gli alunni hanno mostrato un interesse esponenziale man mano che si addentravano nell’argomento e la ricerca, pure se guidata dalla docente, è proseguita in modo autonomo sulla scia della curiosità e di una intensa partecipazione emotiva.  Nelle otto ore di ricerca materiali e analisi delle fonti, notevole importanza hanno assunto le fonti primarie ( toccare e sfogliare l’agendina di Nicola Gammaldi, sentire gli aneddoti dei superstiti, vedere le foto di Vittorio Vialli e compararle con i disegni e i fatti accaduti nei campi di lavoro, ecc). Meno attrattiva le fonti secondarie giudicate “ lontane e mediate”.



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