Storia dal 1923 al 1927

Tratto da Annuario 1924/27 dell’istituto tecnico Tito Acerbo

Istituto Tecnico Acerbo L'nel 1927

L’Istituto Tecnico Acerbo nel 1927

Questo annuario si riferisce al triennio scolastico 1924- 27 ed è il secondo pubblicato, il primo fu quello del 1923 – 24, anno della fondazione dell’Istituto Tecnico di Castellamare Adriatico.

La istituzione di questa scuola fu auspicata e messa in effetto dal Municipio di questa città che con uno sforzo finanziario veramente superiore alle modeste risorse di bilancio, sotto la gestione del Sindaco Puca, indusse l’Amministrazione Provinciale di Teramo a chiedere al Governo la creazione dell’Istituto Tecnico in Castellamare, impegnandosi a sostenerne quasi la totalità della spesa.

L’Istituto Tecnico “Tito Acerbo“ nacque, per conseguenza, nella povertà non avendo potuto usufruire, per il primo assetto dei suoi Gabinetti scientifici , e per la Biblioteca, neppure dell’eredità di qualcuna di quelle scuole che si chiusero in seguito alla riforma Gentile. Gli fu fatta bensì balenare la speranza di ottenere il materiale scientifico delle due soppresse Scuole Normali di Avezzano e Città S. Angelo, ma l’offerta venne poi ritirata.

Pertanto, se il rapido sviluppo della scolaresca dimostrava l’opportunità dell’ apertura di questa scuola, il fato le era poco benigno e non ne secondava l’aspirazione di mettersi presto sopra solide basi didattiche e scientifiche..

Venne, adunque, provvida, anche per l’ Istituto Tecnico “Tito Acerbo“, la creazione della nuova provincia di Pescara. ,Questo avvenimento, così promettente per il progresso della regione e particolarmente per le due città riunite di Castellamare e Pescara, trasferiva gli obblighi economici per l’ Istituto dalla Provincia di Teramo alla nuova Provincia e si era certi che questa avrebbe riconosciuto tutto l’interesse morale che aveva di mettere in piena efficienza l’ unica scuola media di secondo grado che si trovasse nel suo territorio.

La nuova Provincia nacque nel gennaio del 1927 e già durante quest’anno il Commissario Prefettizio Comm. Dott. N. E. Trotta, che l’amministrava, dette prova di voler mettete gradualmente l’Istituto Tecnico nelle condizioni che si richiedono per un istituto moderno.

Ma il disagio maggiore si verificò, e si verifica tuttora, nei locali. Essi sono insufficienti per la Biblioteca, per i Gabinetti scientifici e per altre necessità accessorie della scuola, sono anestetici per le condizioni di abbandono in cui lo stabile si trova da oltre quaranta anni. I pavimenti sono ancora in mattoni, i divisori di molte aule sono in legno, i soffitti sono lesionati, manca il riscaldamento.

Lo stabile, coll’ annesso terreno, passò, durante l’ Amministrazione pura, dalla proprietà del Convitto Nazionale di Chieti a quella del Municipio di Castellamare e poi a quella del nuovo municipio di Pescara, la Provincia è affittuaria delle aule occupate dall’Istituto Tecnico.

In questi tre anni ben poco si è fatto per il miglioramento degli ambienti di questa scuola mentre se ne sono deteriorate le immediate adiacenze coll’impianto di un vivaio di conifere, che è riuscito assai male mentre per la sua creazione si sono atterrati dei pini semi-secolari con l’apertura di un sentiero che ha reso pubblico il transito sul piazzale antistante all’ edificio che prima era luogo privato.

Come si rileva dagli elenchi riportati nelle pagine seguenti il numero degli alunni iscritti durante il triennio è aumentato malgrado che la mancanza della Sezione di Agrimensura, abbia allontanati non pochi studenti all’inizio del Corso superiore. Notevole è stato il numero dei candidati agli esami di ammissione alle Scuole Medie che si sono presentati in questo Istituto: 100 nel primo anno, 114 nel secondo, 127 nel terzo. Per l’ammissione alla classe prima del Corso superiore si ebbero, rispettivamente nei tre anni, 62, 54, 42 candidati; la decrescenza sta a riprova dell’esodo per la mancanza della Sezione di Agrimensura.

Gli alunni interni della classe quarta del Corso superiore risultarono nel triennio, tutti approvati negli esami di “ abilitazione ”.

Come già si è accennato, l’Istituto di Pescara sentì, sino dai primi anni del suo funzionamento, la necessità di completare la sua attività colla Sezione di Agrimensura, quale più consona allo sviluppo agricolo della regione ed alle aspirazioni del ceto ferroviario che è quello che dà il maggior contingente alla popolazione scolastica. I tentativi per il completamento dell’ Istituto in questo senso furono ripetuti ogni anno dalle amministrazioni provinciali di Teramo e poi di Pescara ma, per ragioni di varia indole, non giunsero ad un confacente risultato.

LA BIBLIOTECA DEGLI STUDENTI, istituita nel 1924 con un centinaio di volumi, è cresciuta fino ad averne 450.

LA CASSA SCOLASTICA, che lasciammo nel primo numero dell’annuario con un capitale di L. 302, disponeva, alla fine dell’anno 1927, di L. 10.444, 25.

Ricordiamo fra i principali oblatori il Sig. Francesco Sbraccia, il Sig. Raffaele Verrocchio, il Sig. Giacomo Sabucchi, il Municipio di Castellamare Adriatico, la Provincia di Teramo, l’ Avv. Gerardo LaPorta, il Corpo insegnante dell’Istituto.

Col 1926 si cominciò a dare solennità all’inaugurazione dell’anno scolastico. La cerimonia si svolse il 6 Ottobre con un discorso del preside alla presenza delle autorità politiche, militari ed amministrative della città.

Fra le ricorrenze patriottiche Furono commemorate nell’interno dell’ Istituto: la “Marcia su Roma”, con un discorso del prof. avvocato Renato Paoletti; la “Celebrazione della Vittoria“, colla presenza della scolaresca al corteo cittadino, il meraviglioso “Volo del De Pinedo“ con un discorso del prof. Corrado Jorio; 7a “Festa degli alberi”, con una conferenza del prof. Gennaro Partenza.

Il prof. Corrado Jorio parlò altresì, agli studenti riuniti, nella occasione della “Morte di Sua Maestà la Regina Margherita”; il prof. Paoletti illustrò le necessità economiche della Patria tradotte nel “Prestito del Littorio”; ed in quell’occasione furono dal Preside consegnate in premio ai migliori scolari altrettante copie di una monografia sul primo Ministro S.E. Mussolini.

La cultura dello spirito si accompagnò così alle manifestazioni della vita pubblica contemporanea.

Negli anni 1926 e 1927 alcuni alunni si improvvisarono filodrammatici per delle recite a benefizio della Cassa Scolastica. Ecco i nomi dei giovani che con intelligenza ed impegno dettero la loro opera nelle rappresentazioni. le Signorine Angeliní Linda, Bosco Maria, Celli Alessandra, Dagna Maria Luisa, De Mattia Iole, Piccirilli Licia, Píeramico Vera, Trinetti Giovannína; e gli alunn: Bellini Aldo, Corazzini Enrico, Di Benedetto Fernando, Di Cristofaro Loreto, Fabrizi Lelio, Flaiano Ennio, La Galla Bruno, Marchese Vincenzo, Marzuoli Pasquale, Primavera Antonio, Rovida Mario, Sorrentino Esildo, Stura Secondo, Vecchi Mario.

Coadiuvarono efficacemente il Preside nella preparazione degli spettacoli i professori Corrado Jorio ed Armando Cermignani.

In ognuno dei tre anni l’Istituto Tecnico indisse una Festa di ballo per i suoi studenti con invito alle loro famiglie ed alle altre del miglior ceto della città. Il concorso degli invitati manifestò chiaramente il favore accordato a queste feste che, oltre allo scopo di fondere la scuola colla cittadinanza, ebbero quello di abituare gli studenti a condursi con signorilità e compostezza in una riunione di divertimento.

Sempre si accompagnò al ballo una lotteria od una tombola il cui ricavo netto fu devoluto alla Cassa Scolastica.

1923/25: segretario Partenza dott. Gennaro –  bidelli Di Censo Francesco e Pieramico Oreste.